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La grande fuga: la vera storia

Germania, seconda guerra mondiale. Alcuni aviatori alleati prigionieri, esperti in evasioni, vengono trasferiti in un campo di nazista di massima sicurezza, lo Stalag Luft Nord.Qui, dopo alcuni tentativi di fuga andati a vuoto, prepararono un'evasione di massa ingegnosa,ma dall'esito infausto: dei 76 fuggiaschi soltanto 3 si salvano e 50 vengono fucilati.A tre anni di distanza da I magnifici sette(1960),Jhon Sturges riporta sullo schermo le avventure epiche di un gruppo di uomini contro l'ingustizia dominante:questa volta,però, mette in scena una fuga impossibile da un campo di prigionia nazista e s'ispira a eventi realmente accaduti. La mitica pellicola western del '60 torna alla mente non solo per la presenza(ancora insieme) di McQueen, Coburn e Bronson, ma anche per la presenza di un manipolo di eroi, qui maestri dell'evasione, in cui ognuno ha una dote particolare(Handley"lo scassinatore",Danny 2il re del tunnel", Sedgwick "il fabbricante").
Sturges covava il progetto da quando, nel 1950 aveva letto il testo autobiografico di Paul Brickhill"The great escape-La grande fuga". Aviatore australiano abbattuto in Tunisia nel 1943, Brickhill raccontava nel libro la sua prigionia presso il campo tedesco Stalag Luft 3, descrivendo dettagliatamente tutti i preparativi dell'evasione dei detenuti del campo, e sopratutto parlava degli incredibili tunnel sotterranei scavati dai prigionieri.

 

Sturges ritenne il testo di Brickhill, a metà tra libro di storia e di romanzo di fiction, perfetto per una drammatizzazione cinematografica in cui mescolare epicamente commedia, avventura e dramma. Propose il progetto a Louis B. Mayer della MGM, ma questi rifiutò e il regista dovette incassare a lungo il no dei produttori e una domanda ricorrente avanzata dalla categoria:"Che cosa diavolo c'è d'interessante in una fuga di massa in cui solo tre persone riescono nel loro intento?". Solo nel 1963, infatti, dopo il successo dei Magnifici sette(1960), Sturges convinse la produzione a realizzare il film, e cercò di trascinare un recalcitrante Steve McQueen a prendere parte al progetto.
L'attore infatti dopo i magnifici sette d'insuccessi proprio con pellicole belliche molto interessanti ma piuttosto anticonvenzionali: L'inferno è per gli eroi e Amante di guerra, entrambe del 1962. Per convincere McQueen, Sturges dovette accettare di riscrivere buona parte del copione, inserendo la celebre fuga in motocicletta, la scena meno attinente ai fatti realmente accaduti, assieme al furto di un aereo, voluta dall'allora quasi star di Hollywood e lasciando che l'attore fosse stuntman di se stesso in tutte le scene di moto. Unica eccezione: il difficile salto dalla staccionata con la motocicletta; McQueen tentò l'impresa, ma dopo aver fallito fece girare la scena all'amico Bud Ekins, suo stuntman personale anche in Bullitt(1968) e poi cascatore nella celebre serie televisiva Chips (1977). La moto che il personaggio di McQueen ruba nel film a una guardia del campo è una British Triumph 650 del 1960, dunque improbabile veicolo per un militare tedesco per la Seconda guerra mondiale.


Alcuni membri hanno d'avvero vissuto l'esperienza dei campi di prigionia durante la seconda guerra mondiale.Fra questi l'attore Donald Pleasence (interpreta Blythe,"il falsificatore") fu detenuto in un campo tedesco, mentre Til Kiwe (Frick) e Hans Reiser (l'agente della Gestapo Kuhn) furono prigionieri dell'esercito americano. L'ex detenuto dello Stalag Luft 3 Wallace Floody, nonche vero"re del tunnel" descritto da Brickhill, seguì a tempo pieno le riprese del film come consulente storico. Charles Bronson, dal canto suo, in quanto ex minatore diede preziosi suggerimenti su come smuovere la terra dai tunnell. Uscito nei cinema americani nel giorno dell'indipendenza , il 4 Luglio 1963, il film piacque sia al pubblico che alla critica e "Variety" lo definì come un "grande spettacolo che diverte, coinvolge, emoziona e commuove".

 

--Il testo,lo sfondo e le foto di questa pagina provengono dall'allegato" i grandi generi cinematografici"--Eroi,duri & avventurieri del mensile ciack n°6 del Giugno 2002--